Caffe del Doge

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La Storia del Caffè a Venezia, il Caffè del Doge

rialto

Il caffè, da infusione medicinale alla bevanda più amata a Venezia

La storia del caffè in Europa ebbe inizio nella città di Venezia: fu la prima città in Italia che sperimentò il delizioso aroma del caffè verso la fine del XVII secolo. Le documentazioni storiche riferiscono che l’ambasciatore a Costantinopoli Gianfrancesco Morosini fu il primo a menzionare il caffè, in una relazione al Senato di Venezia nel 1585.
Il merito della scoperta di una delle bevande più bevute al mondo è dei mercanti veneziani, i quali, seguendo le rotte marittime che univano l’Oriente con Venezia e Napoli, portarono i primi sacchi di caffè a Venezia.

Alcuni antichi documenti dei primi anni del 1600 testimoniano che a Venezia il caffè si vendeva ad un prezzo altissimo ed era considerato un prezioso medicinale (veniva preparato in infusione con chicchi di caffè tostati e ridotti in polvere). Verso la fine del secolo, l’infusione di caffè era così talmente apprezzata e fortemente richiesta dagli abitanti, che il senato emise un’ordinanza perchè ne venissero procurate e importate quantità maggiori per la città di Venezia.

 

La bottega del caffè a Venezia, un luogo d’incontro

Con la diffusione del caffè, ha inizio anche la storia delle botteghe del caffè; infatti, non molto tempo dopo la sua scoperta, il caffè divenne molto popolare: la bevanda più desiderata e ricercata dai veneziani.

Nel 1683 un evento di grande importanza segna per sempre la storia sociale e culturale della città di Venezia: nasce sotto le procuratie nuove, in piazza San Marco, la prima bottega di caffè.

Da quel momento inizia un fenomeno inarrestabile: prima a San Marco e poi in molte altre parti della città, si aprono decine di botteghe di caffè.

I “Caffè” (così venivano chiamati) erano luoghi sia commerciali che di incontro e ritrovo di persone di ogni ceto sociale: intellettuali, accademici, politici, studenti, artisti e gente comune. L’ambiente dei caffè assomigliava al salotto di casa, e il caffè veniva bevuto prevalentemente al tavolo.

Come le descrive Antonio Lamberti nel 1802,: “La bottega di caffè, era divenuta come la casa della gente d’ogni classe, d’ogni età, d’ogni condizione sociale. Le stanze erano basse, modeste, disadorne, senza vetri, mal rischiarate da una luce tremula e incerta, ma entro vi portava come un soffio di eleganza la folla varia e lieta dalle vesti graziose che si divideva in crocchi rumorosi, tra i quali il pettegolezzo fioriva e imperversava la maldicenza, mentre in certi camerini appartati si agitava intanto il fervore dei guochi rischiosi”

Nel 1750 Carlo Goldoni, famosissimo commediografo veneziano, scrisse e rappresentò al teatro Sant’Angelo di Venezia la famosa commedia “La bottega del caffè” attingendo alla realtà per creare situazioni e personaggi e trasporli in scena dipingendo così un quadro della società borghese settecentesca di Venezia. Si comprende quindi l’importanza sociale che le botteghe del caffè rivestivano per la città di Venezia: un luogo della quotidianità che si combinò perfettamente con lo spirito degli abitanti della città.

Nei secoli successivi, la fama dei caffè veneziani attirò artisti e intellettuali provenienti da tutto il mondo; per citarne alcuni : Ugo Foscolo, Gabriele D’Annunzio, Charles Dickens, Goethe, Byron, Eleonora Duse, Amedeo Modigliani…